Studi di Settore - Novità, Indicatori di normalità economica e indicatori di coerenza
di Carla Frigieri Franzelli - titolare LMC Gransasso - MILANO

Gli studi di settore 2007 relativi ai redditi 2006 contengono alcune novità di grande rilievo.

  1. La prima novità riguarda la segnalazione dell'anno d'iscrizione all'Albo professionale
    Da quest'anno le informazioni riguardanti l'anno d'iscrizione all'albo professionale e l'anno d'inizio dell'attività vanno fornite anche qualora il presente modello sia presentato da una società semplice o da un'associazione tra professionisti.
    Per anno di iscrizione all'albo nel caso di associazione tra professionisti ovvero di società semplice occorre indicare il valore medio degli anni d'iscrizione dei singoli soci o associati che prestano l'attività
  2. La seconda novità, che riguarda tutti i contribuenti, lavoratori autonomi o imprenditori, impone la regola tassativa di presentare gli studi di settore anche per i soggetti che :
    1. hanno cessato l'attività ed hanno riaperto entro sei mesi dalla chiusura
    2. se l'attività costituisce mera prosecuzione di attività svolte da altri soggetti
      ( letteralmente da pagina 2 delle istruzioni "Parte generale" degli studi di settore 2007).

Sul primo punto non nutro perplessità e mi pare chiaro ed anche estremamente giusto: non così, invece, per il punto 2.
Provo a spiegarmi con un esempio.
Un odontoiatra, in corso d'anno (mettiamo a fine giugno) cede il proprio pacchetto pazienti ad un centro dentale, da Lui stesso costituito con altri soci come Srl, e mantiene aperta la propria partita Iva solo per le prestazioni professionali e per la direzione sanitaria (nonché per altre ed eventuali prestazioni esterne vedi relatore a convegni).
Chi di questi due soggetti dovrà dichiarare gli studi di settore?
Lo dicono le istruzioni sopra citate al punto 2: sarà il Centro Dentale a presentare gli studi per i sei mesi che è stato in attività (luglio-dicembre).
Mi auguro che sia stato previsto (sono comparse le nuove caselle che chiedono di segnalare i mesi di attività) un correttore in diminuzione dei normali coefficienti moltiplicatori.
Tuttavia nell'esempio preso a campione ciò che più mi preoccupa è la posizione dell'odontoiatra.
E' tassativo che debba presentare gli studi di settore in quanto continua l'attività 85130 "servizi degli studi odontoiatrici" anche se ha svolto per sei mesi attività di odontoiatra con propria struttura organizzata e gli altri sei mesi in qualità di libero professionista presso terzi e senza una propria struttura.
E' presumibile che a capo di questo soggetto si producano effetti di non coerenza con l'elaborazione degli studi di settore in quanto pur avendo lavorato tutti i 12 mesi presenterà sostanziose spese per i primi sei mesi e solo incassi per i rimanenti.
Secondo la mia opinione tale soggetto, pur essendo tenuto a presentare gli Studi non dovrebbe essere soggetto ai ricavi presunti.
Non esiste purtroppo la possibilità di chiarire negli Studi settore, con note a parte, questa situazione anomala e si dovrà inevitabilmente attendere di essere chiamati per fornire chiarimenti.
Qualora si verificasse il caso di incongruità e/o incoerenza (più probabilmente quest'ultima) varrà la pena di valutare se accettare o meno i maggiori ricavi proposti da Gerico.
Ricordiamoci che non accettando i maggiori ricavi riceverete (entro circa un anno e mezzo) un "avviso bonario" con la segnalazione della cifra che dalle risultanze di Gerico l'Amministrazione si aspettava da voi (gravata di interessi e sanzioni) come accettazione dei maggiori ricavi elaborati dal software degli Studi.
Contestualmente dovreste essere invitati (fino ad oggi è sempre stato così ma le cose sono in continuo movimento e non consentono certezze di sorta) ad un incontro per un contraddittorio con un funzionario dell'Agenzia delle Entrate per spiegare le motivazioni del vostro scostamento.
A questo incontro potrete presentarvi da soli, col vostro consulente di fiducia o delegare quest'ultimo a rappresentarvi.
La mia esperienza di siffatti incontri mi induce a ritenere che se si presenta ai Funzionari una chiara esposizione degli accadimenti si possono ottenere sostanziosi abbattimenti sulle pretese originarie del Fisco.
Ma … siccome ogni caso è un caso a sè stante, in caso di non congruità/incoerenza prima di decidere l'accettazione o meno dei valori risultanti da Gerico fatevi consigliare dal vostro fiscalista di fiducia.
In alcuni casi potrebbe valere la pena di accettare, da subito, i maggiori ricavi richiesti.

Sicuramente la novità più eclatante è costituita dall'introduzione, negli Studi di Settore, degli indicatori di normalità economica e degli Indicatori di coerenza.
Questi nuovi strumenti sono stati introdotti dalla Finanziaria 2007 ai commi 13, 14 e 19 e presentano significative differenze tra loro.
Possiamo così differenziarli:

Indicatori di coerenza - comma 13

Questi indicatori hanno la funzione di evidenziare le differenze "rispetto a comportamenti considerati normali per il relativo settore economico" e segnalano le incoerenze relative a fattori come la resa oraria per addetto e altro di simile.
Producono effetti di crescita direttamente nel calcolo della congruità che, in caso di incoerenza, lievita notevolmente.

Indicatori di normalità economica - comma 19

Sono utilizzati nei confronti dei contribuenti esclusi dagli Studi di settore (o soggetti ai vecchi parametri) per individuare ricavi o compensi non dichiarati o rapporti di lavoro irregolare.
I soggetti ai quali sono rivolti dovranno compilare il modello "Indicatori di normalità economica" allegato all'UNICO 2007 (relativo ai redditi 2006) ed indicare i dati richiesti.
Da questi indicatori non deriva alcun adeguamento in quanto i dati raccolti da questo strumento saranno utilizzati dall'Amministrazione per elaborare nuovi indicatori economici da utilizzare per le dichiarazioni dei prossimi anni.

Indicatori di normalità - comma 14

Hanno il compito di individuare ricavi e/o compensi "attribuibili al contribuente in relazione alle caratteristiche e alle condizioni di esercizio della specifica attività svolta."
I criteri di elaborazione per questi indicatori sono fissati nelle note metodologiche contenute negli allegati 1 e 2 del Decreto 20 marzo 2007


Sono stati elaborati per consentire di individuare:

Con questo strumento Gerico procede alla doppia analisi relativa alla congruità e alla normalità economica.
Lo scopo prevalente di questi indicatori non è tanto quello di fornire uno strumento per la futura selezione dei contribuenti da sottoporre a controllo, quanto quella di incidere, subito e direttamente, sul valore della congruità.
Risulta evidente, dalle prime elaborazioni, che questi indicatori, insieme a quelli di coerenza, determinano nuovi livelli di compensi minimi e compensi puntuali (questi ultimi sono quelli ai quali ci si deve adeguare se non si vuole ricevere, in futuro, un avviso bonario) decisamente più alti rispetto a quelli dell'anno precedente.
Molti miei clienti che risultavano congrui in passato non lo sono con questi nuovi strumenti.

Gli indicatori che interagiscono ai fini delle valutazioni sono diversi per imprese e professionisti.
Imprese

Professionisti

E' previsto che Gerico mostri/visualizzi, in caso di non coerenza, il maggior compenso attribuibile a ciascun indicatore di normalità economica.
Se il contribuente risulta congruo la procedura mostrerà solo la dicitura congruo senza fornire altri dati.

Il Decreto 20 marzo 2007 (G.U. n° 76 del 31/3/07) ha individuato, tra gli altri, i valori soglia degli indicatori.
La data del decreto 2007 è ininfluente ai fini della decorrenza in quanto all'art. 5 si precisa l'ambito applicativo e la decorrenza di validità della norma:
"Le disposizioni dell'Art. 4 (ove vengono chiariti gli scopi del loro utilizzo) del presente decreto si applicano con effetto dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2006……"

Da sottolineare che questi indicatori elaborati dall'Agenzia delle Entrate sono stati costruiti senza il dovuto confronto con la Commissione centrale degli esperti.
Quindi, si presume, senza alcun apporto da parte delle associazioni di categoria che vi rappresentano.
Tutto ciò in funzione di una espressa "deroga" inserita nella Finanziaria 2007.

E' previsto, per il 16 maggio, un incontro tra Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna e l'Amministrazione per presentare le più significative distorsioni che le sedi territoriali di queste associazioni stanno raccogliendo. Ne dava notizia Il sole 24ore di venerdì 11 maggio.

Mi auguro che si muovano, anche le associazioni dei professionisti di tutte le discipline.