Gli Studi per il 2006 per l'odontoiatria sono inaccettabili
di Carla Frigieri Franzelli - titolare LMC Gransasso - MILANO

L'inserimento dei tre gruppi di nuovi indicatori di "normalità economica", di cui due di nostra diretta e immediata pertinenza, l'elaborazione degli studi ed i maggiori
compensi che ne conseguono, si abbatte duramente sugli ambulatori odontoiatrici ed origina rincari astronomici dei compensi.
Come scritto in un precedente articolo:

L'intreccio di questi due nuovi indici produce una maggiorazione del Ricavo puntuale di Riferimento in quanto l'incoerenza agli indici di normalità economica produce, generalmente, un super ricavo aggiunto.
Al termine dell'elaborazione Gerico mette a disposizione una visualizzazione che mostra il maggior compenso attribuibile ad ognuno degli indici di normalità.
Nonostante gli allegati 1 e 2 alla legge, che riportano le note metodologiche degli indicatori, risulta pressoché incomprensibile capirne i meccanismi matematico/elaborativi. La mancanza di trasparenza sulla formazione e costruzione dei coefficienti rende un cattivo servizio allo strumento Studio di settore che avevamo tutti accolto, al suo nascere, con favore.

A seguito delle pressioni delle associazioni di artigiani e commercianti e del risveglio, ancorché tardivo, di alcuni Ordini (Consulenti del lavoro, Commercialisti, Ragionieri), il viceministro Visco ha sottoscritto un comunicato nel quale sottolinea che non vi è alcun obbligo di allinearsi ai nuovi indici e che in sede di controllo potranno essere utilizzati nuovi studi revisionati più favorevoli ai contribuenti.
I due punti sottoscritti dal viceministro meritano una disamina attenta alle possibili implicazioni.

E' emerso chiaramente dalla lettura delle reazioni delle Associazioni, che stanno dibattono duramente col Governo che, per quanto riguarda l'inserimento di questi tre nuovi gruppi di "indici di normalità economica" l'operazione relativa a questi nuovi strumenti è stata "calata dall'alto, senza un adeguato confronto".
Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con i Decreti fondativi degli Studi di settore sa che contengono regole precise e tassative che presiedono alla formulazione e/o revisione di questo strumento.
La più importante è costituita dalla norma che obbliga che la fase elaborativa sia discussa con le Associazioni e i Sindacati rappresentativi di tutte le categorie professionali e imprenditoriali.
Risulta evidente dalla virulenza degli attacchi rivolti al Governo, da destra come da sinistra che, questa volta, non si è tenuto fede e rispettata questa norma legislativa e che la costruzione di questi nuovi indici è stata effettuata senza i doverosi incontri con le Associazioni di categoria.
A questo punto degli accadimenti siamo e rimaniamo totalmente sconcertati per l' insicurezza che ci accompagna, in questi giorni, mentre stiamo elaborando le dichiarazioni dei redditi UNICO con Studi di settore.
Risulta evidente, dalle numerose elaborazioni già effettuate che la maggioranza degli Odontoiatri è incongrua/incoerente per cifre notevolmente alte.
Visco, come abbiamo visto, promette che per i controlli sugli Studi 2006 verranno utilizzati degli Studi più leggeri ed ancora da elaborare. Non sappiamo minimamente quando vedranno la luce questi nuovi strumenti né possiamo ipotizzarne la portata economica.
Tenuto conto che mediamente conosciamo e disponiamo degli Studi, verso la fine di Marzo/Aprile (quando va bene) dell'anno successivo a quello di riferimento reddituale presumo dovremo aspettare parecchi mesi per averne contezza.
Nel frattempo avremo già spedito l'Unico 2006, con relativo studio di settore, senza certezze.
Diventa estremamente difficile, per noi fiscalisti, consigliare i nostri clienti.
Spesso il cliente, che ha avuto un anno normale di attività, senza malattie personali od altri impedimenti, si adegua forzatamente per non avere nel prossimo futuro la chiamata ad un "contraddittorio" al quale non potrebbe opporre nessuna prova di gravi impedimenti di natura personale (vedi malattie o simili).
In questa fase di forte decrescita economica del comparto dentale potrebbe solo opporre la segnalazione di una flessione del lavoro che ha ridotto sensibilmente i compensi ma non le spese ( i c.d. costi fissi più alcuni dei costi variabili).
Ricordiamoci che Gerico agisce ed elabora in relazione alle spese e se queste rimangono alte, altrettanto alte saranno le elaborazioni dei compensi.
Nella fase del contraddittorio ci confrontiamo con un funzionario dell'Agenzia delle Entrate che può decidere di crederci (di solito sono molto disponibili all'accettazione delle motivazioni) ed abbattere la richiesta del Fisco, può decidere di archiviare totalmente la pretesa, senza alcuna richiesta di esborso, oppure dar corso alle valutazioni originate da Gerico. A quel punto possiamo solo decidere di accettare o di non accettare ed in quest'ultimo caso presentare ricorso alla Commissione tributaria entro 60 giorni.
Scelta, per altro non sempre consigliabile e da valutare con molta attenzione assieme al proprio professionista di fiducia.
Che fare oggi, nell'immediato?
Confesso che fino a quando non sarò in presenza di un Decreto, per quanta stima riponga in Visco e nel Governo e nelle loro pubbliche promesse, non mi sentirò tranquilla e nei confronti dei miei clienti avrò l'obbligo morale di far loro presente la mancanza di certezze.

Passando alla pratica.
Non sono molto convinta che l'accettazione di maggiori ricavi se onestamente e davvero non dovuti, in questa fase della situazione, possa essere la strada meno pericolosa da percorrere, salvo nei casi di richieste esigue.
Dare quanto non si è realmente incassato, in specie se sono in molti a farlo, avvalla, in una certa misura, i coefficienti che l'Amministrazione ci propone in Gerico e non rende un buon servizio per le elaborazioni dei futuri Studi.
Una via di mezzo potrebbe esser costituita dall'accettare un valore compreso nel "margine di confidenza" (°) che è lo spazio compreso tra il "ricavo puntuale atteso" (quello che l'Amministrazione chiede come dovuto) e il "ricavo minimo ammissibile" (quello che l'Amministrazione ci consente in presenza di particolari condizioni oggettive).
Anche in questo caso, ovviamente, saremo invitati ad un contraddittorio per giustificarne le cause ma, almeno, sulla cifra accettata (ancorché non realmente guadagnata) non pagheremo sanzioni e interessi e sulla restante potremo ancora "patteggiare".
Soluzioni da analizzare con il cliente approfondendone le possibili implicazioni caso per caso.

Rimango sempre più convinta che le Associazioni del Dentale (tutte) debbano, di comune accordo, concertare che al tavolo delle trattative sugli Studi di settore siedano, oltre agli odontoiatri, anche professionisti fiscali, di loro scelta comune, che la materia degli Studi 85130 la conoscono e la vivono ogni giorno.
Per gli Odontotecnici gli studi 2006 sono più alti ma certamente non così in crescita come quelli per gli studi dentistici.
Salvo rare eccezioni, le elaborazioni Gerico li vedono nella maggior parte congrui.
Mi riferirò al loro studio di settore in un prossimo articolo dettagliato.

Discrasia sconcertante.
In chiusura e come premessa ad un futuro articolo che sarà prevalentemente dedicato a tabelle con elaborazioni da Gerico che dimostreranno, con numerosi esempi, una vistosa discrasia nelle valutazione di 85130.
Da almeno due anni ho effettuato numerose prove ed ho constatato che gli stessi valori di spesa, con le identiche suddivisioni come tipologia (dentale, monouso, protesico, ortodontico, paghe, servizi, collaborazioni, etc. ), se caricate in Gerico come professionista individuale (o associazione tra professionisti) piuttosto che Società Srl danno dei risultati assolutamente diversi e a tutto vantaggio dei Centri Dentali srl con vistosissime differenze per la richiesta di ricavi.
Segnalo sempre questa anomalia nei miei corsi.
Risulta evidente che non si possa consigliare a tutti gli odontoiatri di costituirsi in Società srl per ottenere maggiore oggettività nella ricostruzione dei ricavi, anche se, per coloro che hanno spese importanti, ad oggi, pare la scelta economicamente più saggia ed oculata.
Consideriamo che la Società, che gode dei vantaggi della"competenza economica", deve dichiarare le rimanenze iniziali e finali e quindi è agevolata dal fatto che il materiale non utilizzato non concorre a ricostruire redditi presunti impropri.
Questo vantaggio è negato ai professionisti che, soggetti alla "competenza di cassa" dichiarano come spesa per materiale utilizzato e spese sostenute quelle che hanno pagato in corso d'anno.
Trasformarsi in Società rimarrebbe comunque una stortura del giusto diritto di avere un identico trattamento per identiche realtà di spese.


(°) Dental Clinics n°1 "Riflessioni sugli Studi di settore" Carla Frigieri Franzelli